Alessandro Barbero e la figura di San Francesco
Come storico, Alessandro Barbero non affronta San Francesco da una prospettiva di militanza politica personale, ma analizza l’enorme impatto politico, sociale e istituzionale che la figura del Santo ha avuto sia nel Medioevo sia nelle successive letture storiche.
Nel suo saggio San Francesco e nelle sue numerose conferenze, Barbero smonta l’immagine edulcorata e “da immaginetta” del “poverello d’Assisi” per restituirci un uomo radicale, tormentato e, in un certo senso, rivoluzionario.
La sua analisi si sviluppa su alcuni punti chiave:
1. Il rifiuto totale del potere e della ricchezza
Barbero spiega che Francesco non aveva semplicemente una preferenza per i poveri, ma una vera e propria fobia per il denaro (che considerava letteralmente alla stregua dello sterco) e per il potere. Francesco voleva che i suoi frati fossero minori, cioè che occupassero l’ultimo gradino della scala sociale del tempo, lavorando manualmente e rifiutando qualsiasi carica o privilegio. Dal punto di vista storico, questa era una posizione implicitamente di rottura rispetto alle strutture feudali e mercantili dell’epoca.
2. La tensione con l’istituzionalizzazione
Un aspetto centrale affrontato da Barbero è il dramma politico interno al movimento francescano. Francesco voleva un gruppo di persone scalze e laiche che vivessero di elemosina e lavoro manuale. Tuttavia, il suo successo fu talmente travolgente che l’Ordine si trasformò rapidamente in una “multinazionale” colta, piena di conventi, giuristi e teologi. Barbero evidenzia come la Chiesa (in particolare con figure come San Bonaventura) abbia fatto un’operazione quasi “staliniana” di riscrittura della memoria, ordinando nel 1266 la distruzione di tutte le vecchie biografie di Francesco per sostituirle con una versione ufficiale (la Legenda maior) che normalizzasse il Santo e lo rendesse compatibile con il potere ecclesiastico.
3. La critica alle letture politiche moderne (Pacifismo ed Ecologismo)
Barbero contesta l’abitudine della politica contemporanea di applicare categorie moderne a figure del passato. Ad esempio, sul Pacifismo e il Dialogo il Professore spiega che spesso oggi Francesco viene dipinto come un precursore del pacifismo e del dialogo interreligioso per il suo incontro con il Sultano d’Egitto durante la quinta crociata. Barbero precisa che questa è una forzatura anacronistica: Francesco non andò dal Sultano per “dialogare” nel senso moderno (che implica il rispetto per la fede dell’altro), ma ci andò disarmato con l’intenzione esplicita di convertirlo al Cristianesimo, cercando, se necessario, il martirio. Sull’ ecologismo: Il “parlare agli uccellini” o l’amore per il creato non facevano di lui un ecologista moderno, ma riflettevano una visione teologica medievale in cui tutta la natura loda il Creatore.
4. La strumentalizzazione politica del Fascismo
In un’altra delle sue celebri lezioni, Barbero racconta come la politica si sia appropriata del Santo nel corso del Novecento. Analizza in particolare il caso del 1926 (in occasione del settimo centenario della morte), quando il regime fascista e intellettuali vicini a Mussolini tentarono un parallelismo assurdo tra San Francesco e il Duce, dipingendo Mussolini come un uomo che, “francescanamente”, aveva sofferto la fame, fatto la guerra e faticato per la nazione, piegando la figura del Santo a fini di propaganda nazionalista.
In sintesi, per Barbero, Francesco non era un politico nel senso moderno, ma un radicale assoluto la cui utopia si è scontrata inevitabilmente con le necessità della politica e delle istituzioni del suo tempo, venendo poi normalizzata e, nei secoli, strumentalizzata da diverse correnti ideologiche.
Potete approfondire l’analisi dettagliata dello storico e il modo in cui le prime biografie del santo sono state manipolate dall’Ordine in questo video: La manipolazione di San Francesco – Alessandro Barbero. In questa conferenza, Barbero spiega come la figura reale di Francesco sia stata storicamente trasformata per adattarsi alle esigenze delle istituzioni ecclesiastiche.
Eccovi il link al video: https://youtu.be/ii7WGsBQhAE?si=NspEXE5Dzf_hkyMG